Grecia, otto anni per uscire dalla crisi

By | agosto 28, 2018

Otto anni per cercare di risanare un Paese che era stato colpito dalla crisi in modo pesante, quasi un decennio per dare la possibilità alla Grecia di non combattere più l’euro, ma di essere “amica” dell’Europa.

Il 21 agosto del 2018 sono terminati i programmi di aiuto che, a partire dal 2010, erano stati attivati e concessi alla Grecia allo scopo di aiutarla a superare un periodo davvero di grossa crisi.

Tuttavia, dopo otto anni, anche se i programmi di austerity che sono stati messi in atto all’interno del Paese sembravano davvero una buona idea, potrebbe non essere tutto risolto nel territorio ellenico.

La Grecia e la crisi del 2009

Nel 2009 si verificò l’inizio della crisi della Grecia: il governo di Papandreou si occupò di annunciare quello che era lo stato delle finanze pubbliche del suo Paese.

Si trattava di un debito pubblico pari al 14 percento del PIL, un valore che contrastava rispetto a quanto previsto dal trattato di Maastricht.

A causa di questa situazione si decise, appunto, di chiedere aiuto all’Europa, costituendo la così detta Troika, formata da BCR, Fondo Monetario e Commissione Europea, e arrivando ad ottenere dei prestiti che hanno raggiunto 320 miliardi di euro.

La Grecia doveva impegnarsi a contenere la spesa pubblica e anche a liberalizzare i propri mercati.

La Grecia alla fine della crisi

Dopo otto anni sembra che la Grecia abbia avuto la possibilità, anche solo parziale, di riprendersi.

Questo anche se la disoccupazione è ancora molto alta, e arriva al 28 percento, e il Paese è arrivato a perdere il 25 percento del PIL.

Secondo gli esperti, per poter parlare di vera e propria uscita dalla crisi, e di un recupero dell’equilibrio basato sull’ euro anche in Grecia, sarà necessario un aumento del PIL entro la fine del 2018 pari al 2%, con una riduzione della disoccupazione sino a raggiungere il 14%.

Sembra, quindi, che ci vorranno ancora anni per poter “cantare vittoria” per la Grecia.

Il Paese vede, infatti, ancora una ridotta competitività sui mercati, una debolezza a livello del proprio settore bancario e anche una grande quantità, ben il 21%, delle famiglie che vive in condizioni di forte povertà.

Anche se esistono ancora numerose preoccupazioni, sembra che la Grecia abbia un asso nella manica, che le farà recuperare molti milioni di euro: il turismo.

Infatti, nel solo 2018, anno non ancora concluso, si sono registrati tantissimi ingressi nel Paese, che solo a livello delle isole egee hanno raggiunto i 150 mila.

 

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